L'onere della prova nell'assegno divorzile è un tema spesso frainteso, soprattutto nei casi in cui durante la separazione non sia mai stato riconosciuto alcun contributo economico. Chiarirlo è decisivo per impostare correttamente la strategia difensiva del coniuge più debole.

Ho seguito personalmente un caso emblematico, assistendo F., coniuge separata da oltre vent'anni, che per tutto quel periodo non aveva mai percepito alcun assegno di mantenimento. Quando l'ex marito, G., imprenditore con un patrimonio rilevante, ha avviato la procedura di divorzio, la mia assistita si trovava in una situazione completamente diversa: pensione modesta, pari a circa 1.000 euro mensili, e impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Mantenimento e assegno divorzile hanno natura diversa

La prima questione da chiarire è stata proprio questa: il fatto di non aver percepito alcun assegno durante la separazione non preclude il diritto a richiedere l'assegno divorzile. La Corte di cassazione ha infatti più volte affermato che assegno di mantenimento e assegno divorzile hanno natura e finalità differenti. Il primo è legato alla permanenza del vincolo matrimoniale, mentre il secondo nasce proprio con lo scioglimento del matrimonio e deve essere valutato autonomamente.

La strategia difensiva: l'onere della prova

Abbiamo quindi impostato la difesa concentrandoci sull'onere della prova, elemento centrale in questi casi. È stato necessario dimostrare:

Attraverso una ricostruzione puntuale delle condizioni economiche pregresse e attuali, siamo riusciti a evidenziare come il divario tra le parti fosse significativo e come la posizione di F. fosse meritevole di tutela.

Il ruolo della durata del matrimonio

Un elemento particolarmente rilevante è stato anche la durata del matrimonio, che nel nostro caso era stata lunga e aveva inciso profondamente sulle scelte di vita della mia assistita, limitandone le possibilità di costruirsi un'autonomia economica.

Il giudice ha accolto la nostra impostazione, riconoscendo il diritto all'assegno divorzile e determinandone l'importo sulla base di una valutazione complessiva delle condizioni delle parti.

Conclusioni

Questo caso dimostra un principio fondamentale: l'assegno divorzile non è automatico, ma neppure escluso per il solo fatto che in passato non sia stato riconosciuto nulla. Ciò che conta è la capacità di dimostrare, con una strategia difensiva solida, la reale situazione economica e il tenore di vita matrimoniale. In presenza di una marcata disparità, l'ordinamento offre strumenti concreti per riequilibrare le condizioni e tutelare il coniuge più debole anche a distanza di molti anni dalla separazione.

Abogado A. Cervesato — 2026