Nel contenzioso legato alla guida in stato di ebbrezza, uno degli aspetti più delicati riguarda le conseguenze legate al tasso alcolemico accertato e, soprattutto, la gestione del sequestro e della confisca del veicolo. In un caso che ho seguito personalmente, ho assistito M., fermato durante un controllo stradale e sottoposto ad accertamento con etilometro, dal quale risultava un valore superiore a 1,5 g/l.
A seguito del controllo, era stato disposto il sequestro amministrativo del veicolo e, successivamente, la sospensione della patente per un lungo periodo, con obbligo di sottoporsi a visite mediche. Nonostante gli accertamenti sanitari avessero dato esito pienamente favorevole, il mio assistito si trovava comunque in una situazione complessa: costretto a sostenere costi elevati per il recupero e la custodia dell'auto e senza una chiara prospettiva sui tempi di definizione della vicenda.
Non tutte le ipotesi sono depenalizzate
Uno dei punti centrali della difesa è stato chiarire un aspetto fondamentale spesso frainteso: non tutte le ipotesi di guida in stato di ebbrezza sono state depenalizzate. Solo i casi con tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l rientrano oggi in un illecito amministrativo. Quando, invece, il valore supera 1,5 g/l, come nel caso di M., si configura un vero e proprio reato penale, con conseguenze rilevanti sia sul piano sanzionatorio sia su quello delle misure accessorie.
La strategia difensiva: prova e gestione del veicolo
Abbiamo quindi impostato la difesa partendo dall'analisi della prova: gli esiti dell'etilometro, che devono essere correttamente documentati e trasmessi all'autorità giudiziaria, rappresentano l'elemento centrale dell'accertamento. Parallelamente, abbiamo gestito la posizione relativa al veicolo, sottolineando come, con l'evoluzione normativa, la confisca abbia assunto natura amministrativa, pur restando collegata a un procedimento penale.
In concreto, questo significa che, anche se la gestione della confisca è affidata al Prefetto, la decisione finale dipende dall'esito del processo penale. Nel frattempo, per evitare un aggravio eccessivo dei costi di custodia, abbiamo attivato la procedura per ottenere l'affidamento del veicolo, consentendo al mio assistito di rientrarne in possesso, seppur sostenendo le spese maturate.
Esito e conclusioni
La fase più importante è stata quella finale: abbiamo seguito l'intero procedimento fino alla sua definizione, lavorando sulla linea difensiva più efficace in base agli elementi disponibili. All'esito del giudizio, siamo riusciti a ottenere un esito favorevole che ha evitato le conseguenze più gravose, consentendo a M. di recuperare la disponibilità del veicolo e ridurre sensibilmente l'impatto complessivo della vicenda.